Il tagliapietre
di Anthony de Mello
suggerito da Gisella
C'era una volta un
tagliapietre, il quale si recava ogni giorno sulla montagna a scavare la roccia.
Mentre lavorava, cantava, poiché anche se era povero,non desiderava nulla di più di
quello che aveva e perciò non aveva alcuna preoccupazione al mondo.
Un giorno fu chiamato a lavorare nel palazzo di un nobile signore.
Quando vide la magnificenza di quella dimora, per la prima volta in vita sua provò la
sofferenza del desiderio e sospirò:
- Se solo fossi ricco! Non avrei bisogno di guadagnarmi da vivere con il sudore della
fronte come faccio ora -.
Quale non fu la sua sorpresa quando udì una voce che diceva:
- Il tuo desiderio è stato esaudito. D'ora in poi ti sarà concesso tutto ciò che vorrai
-.
Non sapeva che pensare.
Questa parole gli apparvero incomprensibili finché quella sera fece ritorno alla sua
capanna e al suo posto trovò un palazzo splendido come quello in cui aveva lavorato.
Smise allora di fare il tagliapietre e visse nella ricchezza.
Un giorno, in un pomeriggio caldo e umido, diede uno sguardo fuori dalla finestra e vide
passare il re seguito da un lungo corteo di nobili e di schiavi.
Pensò: - Come mi piacerebbe essere un re e stare seduto al fresco dentro il cocchio
reale! -.
Il suo desiderio fu subito esaudito ed egli si ritrovò sdraiato nella lussuosa carrozza.
Scoprì però che là dentro faceva più caldo di quanto pensasse, allora guardò fuori
dal finestrino e cominciò a meravigliarsi della potenza del sole che con il suo calore
riusciva a penetrare persino attraverso le spesse pareti del cocchio.
- Vorrei essere il sole -, disse fra sé a sé.
Il suo desiderio fu ancora una volta esaudito ed egli divenne una fonte di calore che si
diffondeva in tutto l'universo.
Per un po' tutto andò bene.
Poi, un giorno di pioggia, egli cercò di passare attraverso un fitto banco di nuvole
senza riuscirvi.
Allora chiese di essere tramutato in nuvola e si vantò del suo potere di oscurare il
sole, finché divenne pioggia e, con sua grande rabbia, trovò una roccia assai solida che
gli sbarrò il cammino e lo costrinse a scorrerle intorno.
- Cosa? - gridò. - Un semplice sasso è più potente di me? Allora io voglio essere una
roccia -.
E subito eccolo lassù in alto, in cima alla montagna.
Non aveva però ancora avuto il tempo di pavoneggiarsi, quando udì uno strano rumore come
di scalpello che proveniva dal basso.
Guardò giù e scorse con sgomento un minuscolo essere umano che stava seduto lì sotto a
tagliare pezzi di sasso.
- Cosa? - gridò. - Una misera creatura del genere è più potente di me? Voglio diventare
un uomo! -
Così fu di nuovo uno scalpellino che lavorava sulla montagna a tagliare pietre
guadagnandosi da vivere con il sudore della fronte, ma con la voglia di cantare
nell'anima, perché era contento di essere ciò che era e di vivere con quello che aveva. |