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CHE FAI, MENTI
di Giancarlo Fornei

Dimmi che non hai mai sperato, almeno per una volta, di cercare di capire se la persona che avevi davanti Ti stava mentendo! Io sì, ammetto candidamente di averci pensato, anche più di una volta.

Poi ho cominciato a leggere autori come “Vera F. Birkenbihl, Desmond Morris, Paul Watzlawick, Paul Ekman, Mackenzie Davey, ecc.” e qualche risposta, sul linguaggio del corpo, me la sono data.

Parto da un dato di fatto. Chi studia e si occupa di comunicazione, sa bene che il “linguaggio del corpo” è importantissimo ed ha un peso specifico molto alto, ben il 55%, nella comunicazione interpersonale.

Il linguaggio del corpo, insieme al “para verbale”, ovvero, come diciamo le parole, è gestito dall’emisfero destro del nostro cervello, pertanto, è guidato dall’inconscio. Quindi, ho una brutta notizia per Te: è praticamente incontrollabile.

Significa che io e Te, nonché tutte le altre persone che stanno leggendo l’articolo, comunichiamo con il nostro corpo molto più di quanto possiamo esserne consapevoli. Spesso, noi diciamo una cosa con le parole e il nostro corpo né comunica una diversa.

Per esempio, se volessimo analizzare gli atti e il movimento del nostro corpo quando accompagniamo una bugia, potremmo sorridere pensando ai bambini: quando dicono una bugia, inconsciamente sono portati a coprirsi la bocca con una mano.

Col passare degli anni, tendiamo a mascherare questo gesto inconscio: gli adolescenti muovono le dita intorno alla bocca, mentre noi adulti ci tocchiamo spesso il labbro superiore, il naso oppure le guance.

Un’altra delle cose che dobbiamo tenere in considerazione è che quando mentiamo, aumentiamo la frequenza con cui ci tocchiamo il volto. Lo facciamo già normalmente quando parliamo con le persone, ma studi scientifici hanno dimostrato che quando mentiamo portiamo più spesso le mani al volto.

Altri piccoli segnali possono essere il pizzicotto al mento; la pressione delle labbra; il colpetto al naso; la grattatina alla guancia o alle sopracciglia; la tiratina del lobo dell’orecchio o la lisciatina dei capelli.

Sembra che questi gesti non li facciamo solamente quando mentiamo, bensì anche quando non siamo molto convinti di quello che diciamo.

Ti consiglio, comunque, di non prendere alla lettera tutti questi gesti e condannare immediatamente la persona che hai davanti. In realtà potrebbe avere un semplice prurito al naso o alla bocca, che Tu interpreti in maniera errata.

Fai come suggeriva Carl Gustav Jang a un suo giovane studente: “Impara tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di fronte all’altro, dimentica il manuale!”

Lasciami pure un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore di Penso Positivo e Donne in Crisi


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